MAGAZINE

Frutta d’estate e denti: cosa dice il dentista

Ecco come gustare la frutta estiva senza macchiare, erodere o rovinare i denti

Anche se non ne siamo golosi, l’estate è normale (e giusto) esser attratti dalla frutta fresca. Dolce e ricca d’acqua, è un toccasana per l’organismo sottoposto allo stress del caldo. Può esser che non sia una buona idea anche per i nostri denti? La risposta è più complessa di quanto sembri. Molti dei frutti che amiamo consumare nei mesi caldi possono infatti nascondere insidie per lo smalto, il colore e la salute del cavo orale. Zuccheri naturali, acidità e pigmenti intensi sono solo alcuni degli elementi che rendono certi frutti potenzialmente problematici per la bocca.

Frutta acida: buona per il palato, meno per lo smalto

La frutta dal gusto più rinfrescante e pungente è spesso anche la più acida, e questo rappresenta un pericolo per lo smalto dentale. Gli acidi organici presenti naturalmente nella frutta (come l’acido citrico e l’acido malico) possono infatti abbassare il pH della bocca, rendendo l’ambiente orale più corrosivo, favorendo l’erosione dentale. Tra i principali “colpevoli”: agrumi  come limoni, arance, mandarini o pompelmi (oltre a erodere lo smalto favoriscono la sensibilità dentale e rendono i denti più opachi); kiwi e frutti di bosco (ricchissimi di vitamina C, lo sono però anche di acido citrico e pigmenti che favoriscono la demineralizzazione dello smalto); ananas e uva (dolci ma con un pH molto basso, attaccano lo smalto e alimentano la placca batterica); mele verdi (decisamente meno dolci, sono però altamente acide). Se ci piace gustare questo tipo di frutta a merenda, ricordiamoci che lavarci subito dopo i denti, ancor più se siamo soliti “sfregare” con troppa enfasi, rischia di rimuovere lo smalto già indebolito: meglio fare attenzione.

Frutti che macchiano

Avete mai notato che i frutti estivi sono anche i più colorati? Contengono infatti pigmenti naturali, in particolare le antocianine, che possono facilmente legarsi allo smalto dei denti (soprattutto se questo è già poroso o usurato) comportando macchie antiestetiche difficili da rimuovere. Tra i più “coloranti”: frutti di bosco come mirtilli, more, ribes, lamponi (che possono lasciare aloni scuri sulle superfici dentali), ciliegie e amarene (il cui succo penetra facilmente nelle microfessure dello smalto rendendolo più “opaco”). Va poi ricordato che anguria e melograno, meno pigmentati ma molto zuccherini, potrebbero favorire la proliferazione batterica con conseguente ingiallimento dei denti. Chi è più esposto al rischio? Chi ha faccette dentali, restauri in composito o denti naturalmente porosi. Ricordate poi che l’effetto “colorante” viene amplificato se ingeriamo frutta subito dopo bevande calde, che dilatano i pori dello smalto.

Anche i frutti più “innocenti” contengono zuccheri naturali

Anche quando la frutta non è acida né pigmentata, può rappresentare un problema a causa del fruttosio. Una dieta estiva ricca di frutta consumata più volte al giorno può favorisce la fermentazione degli zuccheri da parte della placca batterica, che rilascia acidi responsabili della formazione della carie. Attenzione in particolare a non esagerare con uva, fichi, pesche e albicocche. Se la prima contiene naturalmente molti zuccheri, le atre comportano il problema di polpa “appiccicosa”, quindi più difficile da rimuovere. Bene allora mantenere un’adeguata routine d’igiene dentale. Tra i “pericoli” più subdoli non dimenticate quelli dei concentrati di frutta, come nel caso di frullati, smoothie o estratti.

Tra le buone prassi da tener presente: frutta sì ma durante i pasti (quando salivazione è maggiore e il pH orale è più stabile), bere acqua subito dopo, evitare eccessi soprattutto in caso di denti sensibili, gengive infiammate, protesi o apparecchi ortodontici.

Prenota subito una visita con i tuoi professionisti della salute dentale nel centro di Brescia.

POTREBBE INTERESSARTI

Le malattie sistemiche che lasciano il segno anche nel sorriso
Malattie come diabete, stress, gastrite, osteoporosi e disturbi ormonali possono comportare ricadute sulla salute di denti e gengive.