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“Aiuto: i denti del mio bambino si sgretolano…”

Cosa fare se il sorriso dei più piccoli si fa “fragile”

Denti macchiati e sensibili? Un’igiene orale “dolosa” e, soprattutto, segni di erosione e fragilità? Potrebbe trattarsi di “MIH” (Molar Incisor Hypomineralization), una patologia che può portare addirittura allo sbriciolamento dei denti. E no: purtroppo non è una condizione così rara come si potrebbe pensare…

Come accorgersene

Tutti noi amiamo veder sorridere i nostri bimbi: soffriamo con loro alla prima dentizione e osserviamo con gioia il passaggio ai definitivi. A partire dai 3-4 anni d’età fino ai 6, quando incisivi e molari iniziano a mineralizzarsi (cioè a formare lo smalto), dobbiamo però avere qualche attenzione in più. Tra gli osservati speciali: piccole macchie più chiare (ma anche aree del dente tendenti al giallo), sensibilità al caldo o al freddo, fastidio o dolore allo spazzolamento, maggiore “porosità”, ma anche erosione dello smalto, scheggiature e fratture.

L’MIH, la “malattia dei denti da gesso” colpisce circa 1 bambino su 6. Prima che comporti difetti permanenti è dunque importante rivolgersi al dentista e avviare una terapia ad hoc.

Qual è la causa della malattia?

La definitiva perdita dello smalto, fondamentale protezione dei denti, prende le mosse dalla demineralizzazione. Quale sia l’innesco di questa condizione è ancora dibattuto e oggetto d’indagine, ma tra i fattori che pare potrebbero esserne responsabili si annoverano:

  • Particolari condizioni mediche durante la gestazione o contestuali al parto.
  • Patologie che colpiscano il bambino nei primi 4 anni di vita (comprese tonsilliti, otiti, infezioni che comportino febbre, asma e infezioni respiratorie).
  • Assunzione di antibiotici (come l’amoxicillina).
  • Carenze vitaminiche.
  • Giochi, ciucci o biberon contenenti sostanze come il Bisfenolo A (BPA).

La diagnosi

Solo un dentista può diagnosticare con sicurezza l’“MIH”: altre potrebbero essere infatti le cause dei sintomi sopra descritti. Se la carenza di smalto si verificasse ad esempio sin dall’affiorare dei primi dentini si potrebbe trattare d’“Ipoplasia dello smalto”. Macchie e progressiva porosità potrebbero dipendere dalla “Fluorosi”. Ingiallimento o porzioni bianche, infine, derivare da batteri, alimentazione sbagliata, ingestione di dentifricio, celiachia, prodotti per l’igiene orale inadatti o aggressivi, carie, placca o tartaro. Insomma: rivolgetevi al vostro dentista di fiducia e questi saprà rilevare con certezza il problema.

La cura per i denti che si “sbriciolano” nei bambini

A seconda dello stadio più o meno avanzato andrà operato l’intervento più consono (e meno invasivo o spiacevole per il bimbo). Ad uno stadio iniziale, ad esempio, basterà sterilizzare l’area con l’ozono e applicare (a distanza di alcuni mesi) specifici prodotti in grado di rilasciare fluoro e ioni di calcio. In caso di una maggiore riduzione del prezioso minerale protettivo (spesso accompagnata da macchie scure), sarà necessario operare un’efficace azione rimineralizzante ma anche restauri conservativi con materiali resinosi ad hoc. Qualora infine lo stadio del problema si dimostrasse severo tanto da esporre la dentina, occorrerà, rimosse eventuali carie, intervenire subito alla ricostruzione di uno strato che le faccia da “scudo”.

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