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Denti sensibili: quando gelati e spazzolini diventano una tortura

Perché certe volte i denti “urlano” al contatto di cibi o bibite fredde?

Estate: nulla di meglio che rinfrescarsi addentando o sorseggiando qualcosa di freddo. Se però nel farlo avete avvertito un’improvvisa fitta ai denti, potreste essere tra i milioni di persone che soffrono di sensibilità dentale, un disturbo tanto comune quanto sottovalutato, che in Italia interesserebbe, secondo le statistiche, almeno 1 adulto su 3.

Dolorosa, fastidiosa, e a lungo andare disagevole 

È l’“ipersensibilità dentinale”: condizione che si manifesta con un dolore acuto e transitorio provocato da stimoli termici, chimici o tattili. Semplice “seccatura” cui non dar peso? In realtà si tratta di un fenomeno complesso che coinvolge smalto, dentina e gengive, e che può incidere sulla qualità della vita quotidiana. Meglio conoscere di cosa si tratta, dunque: cause, dati, segnali da non ignorare e strategie efficaci. Parrebbe infatti che oltre il 40% delle persone che soffrono di sensibilità dentale non ne abbiano mai parlato con il proprio dentista: chiedete consiglio, così da alleviare il problema, tornare a sorridere (e godervi una buona granita).

Ma perché i denti si “ribellano” così?

Il dolore si presenta quando la dentina, cioè il tessuto di cui è composto il dente e che è rivestito dallo smalto, si ritrova ad essere esposto. Stimoli come quelli prodotti da alimenti freddi, caldi, acidi, dolci, ma anche semplicemente aria fredda o spazzolamento raggiungono attraverso piccoli tubuli i nervi innescando una sensazione dolorosa acuta. La causa della sensibilità dentale è dunque spesso da ricercarsi nell’usura dello smalto o nella retrazione gengivale che, esponendo la dentina, favoriscono la penetrazione degli stimoli. E no, non è solo colpa dello spazzolino troppo duro: anche abitudini scorrette come lo spazzolamento orizzontale e il bruxismo (digrignare i denti) possono favorire l’insorgenza della sensibilità. Il ripetersi di stimoli dolori, infine, può innescare una reazione infiammatoria più profonda, con conseguenze più serie. Meglio prevenire.

Cattive abitudini e segnali trascurati

La sensibilità dentale, se non si interviene, può peggiorare nel tempo ed è dunque utile prestare attenzione alle potenziali cause. Tra queste:

  • Spazzolamento aggressivo (consuma lo smalto e causa retrazione gengivale).
  • Erosione acida (spesso legata a diete ricche di agrumi, succhi o bevande gassate).
  • Gengiviti non trattate (portano alla scopertura della radice del dente).
  • Trattamenti dentali recenti (come sbiancamenti troppo aggressivi o otturazioni non ben sigillate).
  • Disturbi come il reflusso gastroesofageo o i disturbi alimentari (aumentano l’acidità orale).

Rimedi e prevenzione

La sensibilità dentale si può gestire e prevenire. Prima di tutto, è fondamentale fare una visita dal dentista per escludere patologie più gravi come carie o fratture. A seguire vi consigliamo l’impiego di dentifrici desensibilizzanti, modificare le abitudini di spazzolamento, ridurre il consumo di cibi acidi e bevande gassate (erodono lo smalto), proteggere i denti durante il riposo notturno (per esempio cin caso di bruxismo con un bite personalizzato), mantenersi idratati (bevendo regolarmente acqua e limitando caffeina e alcol di “detossina” il cavo orale). Se tuttavia il problema non dovesse risolversi, il dentista di fiducia può eseguire cicli di applicazioni topiche di fluoro e trattamenti laser “YAG”: un fascio di luce che favorisce la ricristallizzazione della dentina e sigilla i tubuli dentinali.

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