C’è carie e carie, ma un’unica, facile soluzione: un bravo dentista
Avvertiamo dolore a un dente ed ecco che la mente corre alla carie, l’infezione dentale per antonomasia. Ma quanti tipi di carie esistono e quanto serve per curarle?
Ma cos’è la carie? Ed è sempre esistita?
Cominciamo col dire che la carie ha afflitto da sempre gli esseri umani: se ne trova il primo accenno in un testo di addirittura 4mila anni fa. Si pensava allora che ne fosse causa un verme che aveva avuto in dono dagli dei di nutrirsi dei nostri denti. E l’idea del piccolo, invisibile verme mangia-denti la si ritroverà in moltissime culture, così come consigli di maghi, stregoni e sacerdoti, ma anche insoliti preparati, pozioni, decotti e perfino otturazioni (in una porzione di mandibola risalente a 6.500 anni fa si è riscontrato ad esempio l’uso della cera d’api).
Oggigiorno basta di norma una sola seduta dal dentista
Per fortuna i tempi sono cambiati, portando con loro conoscenza, soluzioni analgesiche e tutta l’efficacia dell’odontoiatria. E meno male: perché l‘infezione da carie colpisce il 90% delle persone almeno una volta nella vita!
Il trattamento del problema è quanto mai rapido e risolutivo. L’applicazione di crema preanestetica rende la successiva inoculazione praticamente impercettibile. Nel nostro studio, inoltre, la “vecchia” siringa manuale ha da tempo lasciato spazio all’innovativo dispositivo di rilascio computerizzato dell’anestetico: lo “S.T.A.” (Single Tooth Anesthesia). Minimizzato ogni possibile dolore o disagio ecco che allora si procederà ad asportare la lesione cariosa e il dente sarà infine ricostruito con materiale estetico.
Sintomi, tipi e stadi della carie
Abbiamo ormai imparato che la carie è innescata dall’attacco di microorganismi che popolano il cavo orale. Una volta intaccato lo strato protettivo del dente (lo smalto), in assenza d’un intervento il loro percorso continuerebbe fino a raggiungere la polpa del dente e i tessuti nervosi, con conseguenze anche molto gravi. Cause e fattori di rischio offrono un distinguo fra le varianti di carie: da vapori acidi, da zuccheri, senili, da radiazioni ionizzanti, recidivanti. A seconda del grado d’avanzamento dell’infezione, invece, si possono rilevare:
- Carie al 1° stadio (quando lo smalto inizia a demineralizzarsi e presenta una colorazione biancastra).
- Carie al 2° stadio (se la penetrazione intacca la dentina).
- Carie al 3° stadio (la dentina, meno resistente dello smalto, è superata consentendo all’infezione di raggiungere la polpa dentale, ricca di vasi e terminazioni nervose).
- Carie al 4° stadio (interessa le strutture profonde del dente, anche evolvendo in granulomi, ascessi, gengiviti, piorrea, cisti e altre complicanze).
Durata dell’intervento di cura
Tipologia ma, soprattutto, profondità di penetrazione della carie, com’è intuibile, condizionano sensibilmente la durata di permanenza sulla poltrona dentistica. Quel che è certo è che, in assenza di particolari complicanze, soprattutto grazie alle nuove tecnologie potrete lasciare lo studio del dentista dopo un’oretta. Senza più alcun dolore e certi che il “verme dei denti” sia un lontano ricordo.